Confermo l'analisi di mercoledì, aggiornando solo i dati sensibili per il trading intraday.
Volatilità in forte diminuzione e spread minimo/massimo settimanale a 253 punti.
Margine di profitto/perdita giornaliero 84,3 punti.
Gli open interest diminuiscono e tornano, da lunedì 24 aprile, sopra 1, segno inequivocabile della continuazione del trend in atto. Tuttavia in chiusura di ottava sia le call che le put sono in perfetta parità, evidenziando uno scarto minimo (64 contratti) a favore dei rialzisti.
lunedì, maggio 01, 2017
giovedì, aprile 27, 2017
Grafico del mese....
La congiuntura globale rialzista sta spingendo al rialzo anche l'indice dei principali 40 titoli italiani, il quale tuttavia è lontano anni luce dai massimi storici del primo trimestre del 2000.
Quali obiettivi può avere?
Il primo obiettivo potrebbe essere 21.330, apertura dello scorso anno e poi 24.130, massimo del 2015.
Il secondo livello ha contenuto i corsi degli ultimi 10 anni pertanto dovrà essere superato perchè il trend principale di lungo periodo passi da laterale a rialzista.
mercoledì, aprile 26, 2017
...in due parole...
Prosegue il rally del future sull'indice dei principali 40 titoli della Borsa Italiana.
Il primo target è posizionato in area 20.700 (61,8% di ritracciamento della correzione luglio 2015-giugno 2016). Tuttavia la forte resistenza posta in corrispondenza del livello raggiunto ieri (20.460) potrebbe, in apertura, spingere i corsi, complice un veloce scarico degli oscillatori, verso 20.280 dove dovrebbe incontrare i compratori.
Supporti 20.280 - 19.950 - 19.530
Resistenze 20.460 - 20.700
Volumi in diminuzione.
Volatilità in aumento e spread minimo/massimo settimanale a 320 punti.
Margine di profitto/perdita giornaliero 106,6 punti.
Gli open interest diminuiscono e tornano, da lunedì, sopra 1, segno inequivocabile della continuazione del trend in atto.
Buon trading day!
Il primo target è posizionato in area 20.700 (61,8% di ritracciamento della correzione luglio 2015-giugno 2016). Tuttavia la forte resistenza posta in corrispondenza del livello raggiunto ieri (20.460) potrebbe, in apertura, spingere i corsi, complice un veloce scarico degli oscillatori, verso 20.280 dove dovrebbe incontrare i compratori.
Supporti 20.280 - 19.950 - 19.530
Resistenze 20.460 - 20.700
Volumi in diminuzione.
Volatilità in aumento e spread minimo/massimo settimanale a 320 punti.
Margine di profitto/perdita giornaliero 106,6 punti.
Gli open interest diminuiscono e tornano, da lunedì, sopra 1, segno inequivocabile della continuazione del trend in atto.
Buon trading day!
lunedì, aprile 24, 2017
L'ottava in due parole....
Settimana volatile in attesa delle elezioni francesi che, dopo il primo turno di ieri, hanno visto un rafforzamento dell'area Euro.
I sistemi evidenziano la crescente possibilità di una ripresa del trend.
Supporti 19.150 - 18.900
Resistenze19.530 - 19.600
Notevoli i volumi.
Volatilità in aumento e spread minimo/massimo settimanale a 320 punti.
Margine di profitto/perdita giornaliero 106,6 punti.
Open Interest in aumento con predominanza delle put, che tuttavia diminuiscono rispetto alla seduta precedente. Stamani in apertura mi aspetto una corsa alle ricoperture ribassiste con conseguente spremuta di shortisti.
I sistemi evidenziano la crescente possibilità di una ripresa del trend.
Supporti 19.150 - 18.900
Resistenze19.530 - 19.600
Notevoli i volumi.
Volatilità in aumento e spread minimo/massimo settimanale a 320 punti.
Margine di profitto/perdita giornaliero 106,6 punti.
Open Interest in aumento con predominanza delle put, che tuttavia diminuiscono rispetto alla seduta precedente. Stamani in apertura mi aspetto una corsa alle ricoperture ribassiste con conseguente spremuta di shortisti.
venerdì, aprile 21, 2017
...in due parole...
La resistenza posta in area 19.530 ha fatto riaffacciare i ribassisti che hanno immediatamente fermato il rimbalzo iniziato mercoledì.
Gli open interest continuano a salire con un ratio che viceversa scende ormai da dieci sedute, otto delle quali inferiori a 1 (predominanza di PUT).
Il mercato resta posizionato al rialzo ma le coperture fanno pensare che gli istituzionali impostino l'operatività sul controllo della volatilità in vista delle elezioni francesi.
Supporti 19.150 - 18.900. Resistenze 19.530 - 20.120.
Volatilità in aumento e spread minimo/massimo settimanale a 241,25 punti.
Margine di profitto/perdita giornaliero 80,4 punti.
Gli open interest continuano a salire con un ratio che viceversa scende ormai da dieci sedute, otto delle quali inferiori a 1 (predominanza di PUT).
Il mercato resta posizionato al rialzo ma le coperture fanno pensare che gli istituzionali impostino l'operatività sul controllo della volatilità in vista delle elezioni francesi.
Supporti 19.150 - 18.900. Resistenze 19.530 - 20.120.
Volatilità in aumento e spread minimo/massimo settimanale a 241,25 punti.
Margine di profitto/perdita giornaliero 80,4 punti.
giovedì, aprile 20, 2017
...in due parole...
Prosegue il rimbalzo. Obiettivo la resistenza posta in area 19.530 dove potrebbero riaffacciarsi i ribassisti.
Open Interest sempre in aumento con leggera predominanza di PUT (ratio CALL/PUT 0,97751).
Volatilità in diminuzione.
Open Interest sempre in aumento con leggera predominanza di PUT (ratio CALL/PUT 0,97751).
Volatilità in diminuzione.
mercoledì, aprile 19, 2017
...in due parole...
Dopo lo sfondamento dei supporti a 19.530 e successivamente a 19.150, il future sull'indice dei principali titoli italiani ha trovato un freno solo sulla soglia psicologica dei 19.000 punti.
Per la seduta odierna è probabile un'accelerazione in apertura fino 18.900, 23,6% di ritracciamento del movimento iniziato a fine giugno poco sotto i 15.000 punti. Dove, considerando i livelli delle opzioni, dovrebbe incontrare i compratori facendo rimbalzare i corsi.
Il sistema resta LONG di medio periodo sulla prima scadenza, hedgiando al ribasso in intraday col contratto di settembre da 19.750.
Supporti 18.900 - 18.450. Resistenze 19.150 - 19.530.
Notevoli i volumi.
Volatilità in aumento e spread minimo/massimo settimanale a 241,25 punti.
Margine di profitto/perdita giornaliero 80,4 punti.
Open Interest in aumento con predominanza delle put.
Per la seduta odierna è probabile un'accelerazione in apertura fino 18.900, 23,6% di ritracciamento del movimento iniziato a fine giugno poco sotto i 15.000 punti. Dove, considerando i livelli delle opzioni, dovrebbe incontrare i compratori facendo rimbalzare i corsi.
Il sistema resta LONG di medio periodo sulla prima scadenza, hedgiando al ribasso in intraday col contratto di settembre da 19.750.
Supporti 18.900 - 18.450. Resistenze 19.150 - 19.530.
Notevoli i volumi.
Volatilità in aumento e spread minimo/massimo settimanale a 241,25 punti.
Margine di profitto/perdita giornaliero 80,4 punti.
Open Interest in aumento con predominanza delle put.
venerdì, aprile 14, 2017
...in due parole...
La perdita del supporto posizionato in area 19.530 ha spinto i corsi del future in una zona intermedia, avvicinandolo al secondo supporto.
Notevoli i volumi. Tuttavia il sistema resta LONG di medio periodo.
Supporto 19150. Resistenza 19530.
Volatilità in aumento e spread minimo/massimo settimanale a 241,25 punti.
Margine di profitto/perdita giornaliero 80,4 punti.
Open Interest in aumento e sorpasso delle Put sulle Call durante l'ultima ottava.
Il mercato riaprirà martedì 18 aprile.
Buona Pasqua...
Notevoli i volumi. Tuttavia il sistema resta LONG di medio periodo.
Supporto 19150. Resistenza 19530.
Volatilità in aumento e spread minimo/massimo settimanale a 241,25 punti.
Margine di profitto/perdita giornaliero 80,4 punti.
Open Interest in aumento e sorpasso delle Put sulle Call durante l'ultima ottava.
Il mercato riaprirà martedì 18 aprile.
Buona Pasqua...
giovedì, aprile 13, 2017
...in due parole...
Grave accelerazione ribassista con aumento dei volumi e dello spread giornaliero, aumentato di quasi il 100% rispetto alla media settimanale.
Tutti gli oscillatori si sono posizionati al ribasso sui frame più veloci e il supporto posto a 19.530 adesso è diventato resistenza.
Il sistema resta posizionato al rialzo di medio periodo ma segnala una forte possibilità di fine ciclo per cui si consigliano posizioni SHORT intraday sul contratto settembre per hedgiare il LONG sul contratto di giugno.
Il FORTE AUMENTO DELL' OPEN INTEREST E DEL PUT/CALL RATIO anticipano un'aumento della volatilità e un probabile cambio di tendenza.
Supporto 19.150. Resistenza 19.530
Tutti gli oscillatori si sono posizionati al ribasso sui frame più veloci e il supporto posto a 19.530 adesso è diventato resistenza.
Il sistema resta posizionato al rialzo di medio periodo ma segnala una forte possibilità di fine ciclo per cui si consigliano posizioni SHORT intraday sul contratto settembre per hedgiare il LONG sul contratto di giugno.
Il FORTE AUMENTO DELL' OPEN INTEREST E DEL PUT/CALL RATIO anticipano un'aumento della volatilità e un probabile cambio di tendenza.
Supporto 19.150. Resistenza 19.530
mercoledì, aprile 12, 2017
...in due parole...
Continua la fase rialzista.
Come anticipato il supporto posizionato in area 19.530, una volta raggiunto, ha spinto al rialzo i corsi, squezzando i primi temerari ribassisti di oltre 200 punti.
Anche ieri sono state aperte due posizioni LONG entrambe chiuse in profitto in base al margine di profitto giornaliero.
Supporto 19530. Resistenza 20150.
Volatilità compressa e spread minimo/massimo settimanale a 238 punti.
Margine di profitto/perdita giornaliero 79,3 punti
Come anticipato il supporto posizionato in area 19.530, una volta raggiunto, ha spinto al rialzo i corsi, squezzando i primi temerari ribassisti di oltre 200 punti.
Anche ieri sono state aperte due posizioni LONG entrambe chiuse in profitto in base al margine di profitto giornaliero.
Supporto 19530. Resistenza 20150.
Volatilità compressa e spread minimo/massimo settimanale a 238 punti.
Margine di profitto/perdita giornaliero 79,3 punti
martedì, aprile 11, 2017
...in due parole...
L'apertura di ottava si è mantenuta entro i limiti del range settimanale, 200 punti tra il massimo ed il minimo giornaliero, evidenziando una volatilità nella norma e la bontà del margine di profitto, indicato ieri è riportato in calce ad ogni messaggio.
Il sistema conferma pertanto il LONG di medio periodo.
Per l'operativita intraday, fino a quando non assisteremo ad un aumento della volatilità, sono consigliabili ingressi LONG con indicatori scarichi ed in divergenza.
Supporto 19530. Resistenza 20150.
Volatilità compressa e spread minimo/massimo settimanale a 238 punti.
Margine di profitto/perdita giornaliero 79,3 punti.
Il sistema conferma pertanto il LONG di medio periodo.
Per l'operativita intraday, fino a quando non assisteremo ad un aumento della volatilità, sono consigliabili ingressi LONG con indicatori scarichi ed in divergenza.
Supporto 19530. Resistenza 20150.
Volatilità compressa e spread minimo/massimo settimanale a 238 punti.
Margine di profitto/perdita giornaliero 79,3 punti.
lunedì, aprile 10, 2017
...in due parole...analisi FtseMib future 10/04/2017
Il momentum continua a stazionare in area positiva. La leggera divergenza sugli stocastici più lenti al momento non trova conferma in un aumento dei volumi in vendita sui massimi. Gli indicatori di tendenza restano ben impostati al rialzo. Il sistema conferma pertanto il LONG di medio periodo e non si evidenziano debolezze. Supporto 19530. Resistenza 20150. Volatilità compressa e spread minimo/massimo settimanale a 238 punti. Margine di profitto/perdita giornaliero 79,3 punti.
giovedì, aprile 06, 2017
Analisi mercato italiano
Dopo il primo bimestre del nuovo anno passato in laterale, alla fine di febbraio e per tutto il mese di marzo l'indice dei principali 40 titoli italiani ha ripreso la corsa verso i 20.000 punti. I quali, una volta raggiunti, hanno scatenato una discreta ondata di prese di beneficio considerando che dai minimi di dicembre il FTSEMIB è salito del 25% (16.000-->20.000).
Tuttavia il mercato non sembra ancora intenzionato a correggere e le spinte rialziste potrebbero portarlo fino all'area 20.700 dove passa il 61,8% di ritracciamento della discesa dai massimi di giugno 2015.
Il primo supporto di una certa valenza è in area 19.600 (minimo toccato in settimana) dove i rialzisti pare non desiderino farlo stazionare a lungo per non perdere il momentum rialzista.
Pertanto, fino a quando non vederemo un cambio del sentiment, la strategia rimane impostata al rialzo.
Tuttavia il mercato non sembra ancora intenzionato a correggere e le spinte rialziste potrebbero portarlo fino all'area 20.700 dove passa il 61,8% di ritracciamento della discesa dai massimi di giugno 2015.
Il primo supporto di una certa valenza è in area 19.600 (minimo toccato in settimana) dove i rialzisti pare non desiderino farlo stazionare a lungo per non perdere il momentum rialzista.
Pertanto, fino a quando non vederemo un cambio del sentiment, la strategia rimane impostata al rialzo.
lunedì, ottobre 27, 2014
STRESS TEST: Le banche italiane sono le migliori, non le peggiori.
STRESS TEST: Le banche italiane sono le migliori, non le peggiori.
Il tormentone degli stress test bancari è finito. A partire da oggi, e per un paio di giorni, il protagonista sarà lo stress dei mercati. Perché non è facile per gli investitori orientarsi nella marea di dati messi a disposizione della Bce al termine del più rigoroso esame mai condotto sui bilanci delle principali 130 banche europee. E più ci sono dati in circolazione, più c'è il rischio che letture parziali o distorte alimentino ipotesi, interpretazioni e sospetti, buoni per manovre speculative.
{0}
Andiamo quindi subito alla sostanza che ci interessa maggiormente: su 15 banche italiane sottoposte all'esame, 13 lo hanno superato, molte con ottimi voti, e due sono le bocciate, quelle di cui si parlava già nei giorni scorsi: MontePaschi {1} e BancaCarige . Alla prima mancano capitali per 2,1 miliardi di euro, alla seconda per 814 milioni. Tutte promosse le altre. Ottimi risultati per Intesa {3} e Unicredit {4}, che hanno evidenziato un surplus di capitali rispettivamente di oltre 10 miliardi di euro e di 8,7 miliardi.
Promossa Ubi {5} con un surplus di capitali di 1,7 miliardi, Banca Popolare di Milano {6} vanta un eccesso di capitali di 700 milioni e Banca Popolare dell'Emilia {7} ha un surplus di 600 milioni di euro.
Sorpresa positiva dal Banco Popolare {8}, che qualche voce diceva avrebbe potuto trovarsi in difficoltà: invece ha superato brillantemente il test evidenziando un surplus di capitale da 1,8 miliardi di euro.
Anche le banche minori, Pop.Sondrio, Creval e PopolareVicenza hanno passato i test.
Gli esami sono sati voluti dalla Bce per avere un punto fermo sullo stato di salute delle banche un mese prima che la Bce stessa assuma in prima persona i compiti di vigilanza, finora esercitati dalle autorità nazionali (da noi la Banca d'Italia).
Un percorso a tappe.Quelli che abbiamo riepilogato qui sopra sono i risultati finali, quelli che ci auguriamo gli investitori terranno a mente. Ma per arrivarci, la Bce ha fatto un lavoro graduale e ieri ha annunciato anche i risultati tappa per tappa. Ecco quindi che al primo traguardo, ovvero l'esame dei bilanci al 31 dicembre 2013, le banche italiane non hanno fatto bella figura: complessivamente, le banche europee bocciate erano 25 di cui 9 le italiane (Italia Paese con il maggior numero di situazioni critiche). Le carenze di capitale complessive erano pari a 25 miliardi di euro, di cui 9,7 miliardi da riferire agli istituti italiani.
Dopodiché le Autorità di vigilanza hanno preso in esame quello che è successo nei primi nove mesi del 2014, le pulizie di bilancio, la forte crescita degli accantonamenti, gli aumenti di capitale e le cessioni di asset, operazioni che hanno permesso a 12 dei 25 rei di superare la linea "di salvezza".
Il risultato finale, quindi, è che in Europa ci sono 13 importanti banche con bilanci da mettere a posto e per farlo devono raccogliere circa 10 miliardi di euro.
MontePaschi con i suoi 2,1 miliardi è l'istituto con la maggiore carenza.
{2}
, come le altre banche "bocciate", dovrà comunicare alla Bce entro due settimane che cosa intende fare per rafforzare il patrimonio, e poi avrà nove mesi di tempo per realizzare i progetti. Come si legge nel comunicato della Banca d'Italia, "il fabbisogno di capitale rilevato è in parte determinato dall'ipotesi di restituzione entro l'orizzonte dello stress test della parte residua degli aiuti di Stato di cui la banca ancora beneficia, in linea con l'impegno preso con la Commissione europea. Non tenendo conto di tale impegno, la carenza di capitale risulta pari a circa 1.350 milioni".
Il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, ha detto ieri che è pronto ad esaminare tutte le possibili soluzioni, il che vuole dire anche un'eventuale acquisto di MontePaschi da parte di un'altra banca.
Per Banca Carige la carenza di capitale è di 814 milioni e riflette in parte i bassi livelli patrimoniali di partenza, non sufficientemente rafforzati dall'aumento di capitale effettuato nel 2014. Nella stessa giornata di domenica, appena la Bce ha diffuso l'esito degli stress test, il cda di Carige ha immediatamente varato un nuovo aumento di capitale da 500 milioni di euro, totalmente garantito da Mediobanca.
Sulla base di bilanci al 31 dicembre 2013, oltre alle nove banche italiane erano sotto la linea anche tre banche greche, tre di Cipro, due banche del Belgio e due della Slovenia e una ciascuno di Francia, Germania, Austria, Irlanda e Portogallo.
Il comunicato della Banca d'Italia.
Ieri un lungo comunicato della Banca d'Italia ha spiegato con grande chiarezza il significato e le modalità dell'esercizio di "valutazione approfondita" (ComprehensiveAssessment) delle banche europee (fra cui 15 banche italiane, 13 delle quali entreranno in via diretta nel perimetro del Meccanismo di Vigilanza Unico - Single Supervisory Mechanism), condotto dalla BCE in collaborazione con le autorità nazionali di vigilanza.
Le caratteristiche dell'esercizio.
L'esercizio, spiega la Banca d'Italia, ha una natura prudenziale, non contabile, e pertanto non si riflette automaticamente sui bilanci delle banche.
- AQR. L'esercizio consiste innanzitutto in una revisione della qualità degli attivi (asset quality review, AQR), allo scopo di verificare se il capitale "di migliore qualità" (common equity tier 1, CET1) delle banche sia adeguato a fronteggiare la rischiosità dei vari attivi (prestiti, titoli, ecc.) rilevati a fine 2013. L'adeguatezza è valutata rispetto a un requisito dell'8,0 per cento, più elevato sia rispetto al minimo regolamentare (4,5 per cento) sia rispetto al minimo aumentato del margine di conservazione del capitale (7,0 per cento).
- STRESS TEST. Il Comprehensive Assessment include anche due simulazioni relative a scenari ipotetici per il triennio 2014-16 (cosiddette "prove di resistenza", stress tests). L'obiettivo è verificare quanto un eventuale, drastico peggioramento dello scenario macroeconomico e finanziario nazionale e internazionale potrebbe riflettersi sulla condizione delle banche e quale sovrappiù di capitale sarebbe in tal caso necessario per preservare un adeguato grado di capitalizzazione.
Lo stress test ipotizza per ciascun paese due scenari: uno "di base" (baseline), che riflette le previsioni della Commissione europea del febbraio del 2014, e uno "avverso" (adverse). La simulazione è stata condotta sui dati di bilancio di fine 2013, modificati per tenere conto dei risultati dell'AQR (cosiddetto join-up). Nello scenario di base l'adeguatezza del capitale delle banche è valutata rispetto a un requisito dell'8,0 per cento; nello scenario avverso il requisito è del 5,5 per cento, anche in questo caso superiore al minimo regolamentare.
Lo scenario avverso è stato appositamente costruito in modo da costituire una vera prova di resistenza delle banche a situazioni estreme. Nel caso italiano lo scenario è molto sfavorevole perché ipotizza una grave recessione per l'intero periodo 2014-16, dopo quella già sofferta dall'economia italiana nel 2012-13, che faceva seguito a quella del 2008-09; ipotizza inoltre un riacutizzarsi della crisi del debito sovrano (i tassi dei Btp a fine 2014 sono considerati al 5,9%). Questo ipotetico scenario utilizzato nella simulazione configurerebbe quindi un collasso dell'economia italiana, con gravi conseguenze ben oltre la sfera bancaria.
I risultati per le banche italiane basati sulle informazioni pubblicate dalla BCE
Secondo le informazioni rese pubbliche dalla BCE, alla fine del 2013 nove banche italiane presentavano potenziali carenze di capitale, per complessivi 9,7 miliardi.
Se si tiene conto degli aumenti di capitale perfezionati tra gennaio e settembre 2014, le potenziali esigenze di capitale interessano quattro banche, per un ammontare più contenuto (3,3 miliardi). Il risultato deriva in tutti i casi dallo stress test. Nessuna banca italiana registra infatti carenze di capitale in base all'AQR, in quanto gli aumenti di capitale realizzati dalle banche italiane tra il gennaio e il settembre del 2014 hanno interamente colmato la distanza complessiva di 3,3 miliardi che si registrava nel dicembre del 2013 rispetto al requisito dell'8,0 per cento.
La Banca d'Italia ricorda che gli aumenti di capitale effettuati dalle banche italiane nel periodo gennaio- settembre 2014 non costituiscono le uniche misure idonee a coprire le potenziali carenze rese note dalla BCE. Altre misure idonee sono state messe in atto per rafforzare il patrimonio e hanno riguardato prevalentemente cessioni straordinarie di attivi, completamento di procedure di autorizzazione all'utilizzo di modelli interni avviate da tempo, rimozioni di requisiti patrimoniali specifici. Tenendo conto di queste misure le potenziali carenze si riducono da 3,3 a 2,9 miliardi e interessano due banche: Banca Carige e Banca Monte dei Paschi di Siena, da tempo all'attenzione della Vigilanza.
Tali carenze sono interamente riconducibili allo scenario avverso dello stress test. L'ammontare è pari all'1,6 per cento del capitale di migliore qualità delle banche italiane e allo 0,2 per cento del PIL del nostro paese.
Banche italiane, un sistema solido.Questi risultati, si legge nella nota della Banca d'Italia, confermano la solidità complessiva del sistema bancario italiano, nonostante i ripetuti shock subiti dall'economia italiana negli ultimi sei anni: la crisi finanziaria mondiale, la crisi dei debiti sovrani, la doppia recessione.
Infine la Banca d'Italia rileva che il totale delle eccedenze di capitale dei 13 gruppi bancari in surplus rispetto alla soglie prefissate nel Comprehensive Assessment assommano a 25,5 miliardi. Ciò indica che, nel sistema bancario italiano nel suo complesso, esiste un ampio margine di capitale in eccesso rispetto ai requisiti fissati nell'esercizio.
Il vero confronto con l'Europa è tutto pro Italia.
Per un corretto confronto internazionale dei risultati, si legge ancora nel comunicato della Banca d'Italia, va ricordato che, secondo i dati pubblicati da Eurostat, i sistemi bancari e finanziari di vari paesi dell'area dell'euro hanno beneficiato negli anni scorsi di cospicui interventi da parte dei governi: quasi 250 miliardi in Germania, quasi 60 in Spagna, circa 50 in Irlanda e Paesi Bassi, poco più di 40 in Grecia, circa 19 in Belgio e Austria e quasi 18 in Portogallo. In Italia il sostegno pubblico è stato di circa 4 miliardi.
[copia/incolla - WS dir.ris.]
Il tormentone degli stress test bancari è finito. A partire da oggi, e per un paio di giorni, il protagonista sarà lo stress dei mercati. Perché non è facile per gli investitori orientarsi nella marea di dati messi a disposizione della Bce al termine del più rigoroso esame mai condotto sui bilanci delle principali 130 banche europee. E più ci sono dati in circolazione, più c'è il rischio che letture parziali o distorte alimentino ipotesi, interpretazioni e sospetti, buoni per manovre speculative.
{0}
Andiamo quindi subito alla sostanza che ci interessa maggiormente: su 15 banche italiane sottoposte all'esame, 13 lo hanno superato, molte con ottimi voti, e due sono le bocciate, quelle di cui si parlava già nei giorni scorsi: MontePaschi {1} e BancaCarige . Alla prima mancano capitali per 2,1 miliardi di euro, alla seconda per 814 milioni. Tutte promosse le altre. Ottimi risultati per Intesa {3} e Unicredit {4}, che hanno evidenziato un surplus di capitali rispettivamente di oltre 10 miliardi di euro e di 8,7 miliardi.
Promossa Ubi {5} con un surplus di capitali di 1,7 miliardi, Banca Popolare di Milano {6} vanta un eccesso di capitali di 700 milioni e Banca Popolare dell'Emilia {7} ha un surplus di 600 milioni di euro.
Sorpresa positiva dal Banco Popolare {8}, che qualche voce diceva avrebbe potuto trovarsi in difficoltà: invece ha superato brillantemente il test evidenziando un surplus di capitale da 1,8 miliardi di euro.
Anche le banche minori, Pop.Sondrio, Creval e PopolareVicenza hanno passato i test.
Gli esami sono sati voluti dalla Bce per avere un punto fermo sullo stato di salute delle banche un mese prima che la Bce stessa assuma in prima persona i compiti di vigilanza, finora esercitati dalle autorità nazionali (da noi la Banca d'Italia).
Un percorso a tappe.Quelli che abbiamo riepilogato qui sopra sono i risultati finali, quelli che ci auguriamo gli investitori terranno a mente. Ma per arrivarci, la Bce ha fatto un lavoro graduale e ieri ha annunciato anche i risultati tappa per tappa. Ecco quindi che al primo traguardo, ovvero l'esame dei bilanci al 31 dicembre 2013, le banche italiane non hanno fatto bella figura: complessivamente, le banche europee bocciate erano 25 di cui 9 le italiane (Italia Paese con il maggior numero di situazioni critiche). Le carenze di capitale complessive erano pari a 25 miliardi di euro, di cui 9,7 miliardi da riferire agli istituti italiani.
Dopodiché le Autorità di vigilanza hanno preso in esame quello che è successo nei primi nove mesi del 2014, le pulizie di bilancio, la forte crescita degli accantonamenti, gli aumenti di capitale e le cessioni di asset, operazioni che hanno permesso a 12 dei 25 rei di superare la linea "di salvezza".
Il risultato finale, quindi, è che in Europa ci sono 13 importanti banche con bilanci da mettere a posto e per farlo devono raccogliere circa 10 miliardi di euro.
MontePaschi con i suoi 2,1 miliardi è l'istituto con la maggiore carenza.
{2}
, come le altre banche "bocciate", dovrà comunicare alla Bce entro due settimane che cosa intende fare per rafforzare il patrimonio, e poi avrà nove mesi di tempo per realizzare i progetti. Come si legge nel comunicato della Banca d'Italia, "il fabbisogno di capitale rilevato è in parte determinato dall'ipotesi di restituzione entro l'orizzonte dello stress test della parte residua degli aiuti di Stato di cui la banca ancora beneficia, in linea con l'impegno preso con la Commissione europea. Non tenendo conto di tale impegno, la carenza di capitale risulta pari a circa 1.350 milioni".
Il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, ha detto ieri che è pronto ad esaminare tutte le possibili soluzioni, il che vuole dire anche un'eventuale acquisto di MontePaschi da parte di un'altra banca.
Per Banca Carige la carenza di capitale è di 814 milioni e riflette in parte i bassi livelli patrimoniali di partenza, non sufficientemente rafforzati dall'aumento di capitale effettuato nel 2014. Nella stessa giornata di domenica, appena la Bce ha diffuso l'esito degli stress test, il cda di Carige ha immediatamente varato un nuovo aumento di capitale da 500 milioni di euro, totalmente garantito da Mediobanca.
Sulla base di bilanci al 31 dicembre 2013, oltre alle nove banche italiane erano sotto la linea anche tre banche greche, tre di Cipro, due banche del Belgio e due della Slovenia e una ciascuno di Francia, Germania, Austria, Irlanda e Portogallo.
Il comunicato della Banca d'Italia.
Ieri un lungo comunicato della Banca d'Italia ha spiegato con grande chiarezza il significato e le modalità dell'esercizio di "valutazione approfondita" (ComprehensiveAssessment) delle banche europee (fra cui 15 banche italiane, 13 delle quali entreranno in via diretta nel perimetro del Meccanismo di Vigilanza Unico - Single Supervisory Mechanism), condotto dalla BCE in collaborazione con le autorità nazionali di vigilanza.
Le caratteristiche dell'esercizio.
L'esercizio, spiega la Banca d'Italia, ha una natura prudenziale, non contabile, e pertanto non si riflette automaticamente sui bilanci delle banche.
- AQR. L'esercizio consiste innanzitutto in una revisione della qualità degli attivi (asset quality review, AQR), allo scopo di verificare se il capitale "di migliore qualità" (common equity tier 1, CET1) delle banche sia adeguato a fronteggiare la rischiosità dei vari attivi (prestiti, titoli, ecc.) rilevati a fine 2013. L'adeguatezza è valutata rispetto a un requisito dell'8,0 per cento, più elevato sia rispetto al minimo regolamentare (4,5 per cento) sia rispetto al minimo aumentato del margine di conservazione del capitale (7,0 per cento).
- STRESS TEST. Il Comprehensive Assessment include anche due simulazioni relative a scenari ipotetici per il triennio 2014-16 (cosiddette "prove di resistenza", stress tests). L'obiettivo è verificare quanto un eventuale, drastico peggioramento dello scenario macroeconomico e finanziario nazionale e internazionale potrebbe riflettersi sulla condizione delle banche e quale sovrappiù di capitale sarebbe in tal caso necessario per preservare un adeguato grado di capitalizzazione.
Lo stress test ipotizza per ciascun paese due scenari: uno "di base" (baseline), che riflette le previsioni della Commissione europea del febbraio del 2014, e uno "avverso" (adverse). La simulazione è stata condotta sui dati di bilancio di fine 2013, modificati per tenere conto dei risultati dell'AQR (cosiddetto join-up). Nello scenario di base l'adeguatezza del capitale delle banche è valutata rispetto a un requisito dell'8,0 per cento; nello scenario avverso il requisito è del 5,5 per cento, anche in questo caso superiore al minimo regolamentare.
Lo scenario avverso è stato appositamente costruito in modo da costituire una vera prova di resistenza delle banche a situazioni estreme. Nel caso italiano lo scenario è molto sfavorevole perché ipotizza una grave recessione per l'intero periodo 2014-16, dopo quella già sofferta dall'economia italiana nel 2012-13, che faceva seguito a quella del 2008-09; ipotizza inoltre un riacutizzarsi della crisi del debito sovrano (i tassi dei Btp a fine 2014 sono considerati al 5,9%). Questo ipotetico scenario utilizzato nella simulazione configurerebbe quindi un collasso dell'economia italiana, con gravi conseguenze ben oltre la sfera bancaria.
I risultati per le banche italiane basati sulle informazioni pubblicate dalla BCE
Secondo le informazioni rese pubbliche dalla BCE, alla fine del 2013 nove banche italiane presentavano potenziali carenze di capitale, per complessivi 9,7 miliardi.
Se si tiene conto degli aumenti di capitale perfezionati tra gennaio e settembre 2014, le potenziali esigenze di capitale interessano quattro banche, per un ammontare più contenuto (3,3 miliardi). Il risultato deriva in tutti i casi dallo stress test. Nessuna banca italiana registra infatti carenze di capitale in base all'AQR, in quanto gli aumenti di capitale realizzati dalle banche italiane tra il gennaio e il settembre del 2014 hanno interamente colmato la distanza complessiva di 3,3 miliardi che si registrava nel dicembre del 2013 rispetto al requisito dell'8,0 per cento.
La Banca d'Italia ricorda che gli aumenti di capitale effettuati dalle banche italiane nel periodo gennaio- settembre 2014 non costituiscono le uniche misure idonee a coprire le potenziali carenze rese note dalla BCE. Altre misure idonee sono state messe in atto per rafforzare il patrimonio e hanno riguardato prevalentemente cessioni straordinarie di attivi, completamento di procedure di autorizzazione all'utilizzo di modelli interni avviate da tempo, rimozioni di requisiti patrimoniali specifici. Tenendo conto di queste misure le potenziali carenze si riducono da 3,3 a 2,9 miliardi e interessano due banche: Banca Carige e Banca Monte dei Paschi di Siena, da tempo all'attenzione della Vigilanza.
Tali carenze sono interamente riconducibili allo scenario avverso dello stress test. L'ammontare è pari all'1,6 per cento del capitale di migliore qualità delle banche italiane e allo 0,2 per cento del PIL del nostro paese.
Banche italiane, un sistema solido.Questi risultati, si legge nella nota della Banca d'Italia, confermano la solidità complessiva del sistema bancario italiano, nonostante i ripetuti shock subiti dall'economia italiana negli ultimi sei anni: la crisi finanziaria mondiale, la crisi dei debiti sovrani, la doppia recessione.
Infine la Banca d'Italia rileva che il totale delle eccedenze di capitale dei 13 gruppi bancari in surplus rispetto alla soglie prefissate nel Comprehensive Assessment assommano a 25,5 miliardi. Ciò indica che, nel sistema bancario italiano nel suo complesso, esiste un ampio margine di capitale in eccesso rispetto ai requisiti fissati nell'esercizio.
Il vero confronto con l'Europa è tutto pro Italia.
Per un corretto confronto internazionale dei risultati, si legge ancora nel comunicato della Banca d'Italia, va ricordato che, secondo i dati pubblicati da Eurostat, i sistemi bancari e finanziari di vari paesi dell'area dell'euro hanno beneficiato negli anni scorsi di cospicui interventi da parte dei governi: quasi 250 miliardi in Germania, quasi 60 in Spagna, circa 50 in Irlanda e Paesi Bassi, poco più di 40 in Grecia, circa 19 in Belgio e Austria e quasi 18 in Portogallo. In Italia il sostegno pubblico è stato di circa 4 miliardi.
[copia/incolla - WS dir.ris.]
mercoledì, gennaio 01, 2014
giovedì, settembre 13, 2012
l'orsotoro si rinnova...
A breve inizierà una nuova avventura del blog, nello stesso formato e con le stesse caratteristiche di sempre: segnali, fatti e commenti sui mercati mondiali GRATUITAMENTE.
Restate connessi e non perdetevi la nuova iniziativa che l'orsotoro, trader professionista dal 1992, ha in serbo per tutti i suoi utenti.
E ricordate........SE L'OPPORTUNITA' NON BUSSA, COSTRUISCITI UNA PORTA! ;-)
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lunedì, aprile 23, 2012
Se vince Hollande...
La sterzata a sinistra della Francia romperebbe l'asse franco-tedesca del Merkozy orientando la BCE in direzione americana "FEDizzandola", aumentandole cioè i propri poteri di politica economica...i tassi inizierebbero a diminuire verso lo zero, diventando prestore di ultima istanza nei confronti degli stati e non più delle banche, grazie agli EUROBOND. Nel medio-breve periodo tale politica riporterebbe sicuramente serenità e fiducia sui mercati...i PIIGS tirerebbero un gran sospiro di sollievo...e nel lungo periodo tutto sarebbe riposto sulla crescita, che potrà avvenire solo con una drastica riduzione della pressione fiscale e una liberalizzazione dell'imprenditorialità dai lacci e lacciuoli della burocrazia. Senza farsi ingannare dal termine "sinistra" che in Francia è sinonimo di progressismo e liberalità....d'altronde lo ha detto la stessa Le Pen in un'intervista: «La battaglia di Francia è appena cominciata, niente più sarà come prima - ha esultato davanti ai suoi fan - L'estrema destra è l'unica opposizione alla sinistra liberale, lassista e libertaria»
....per cui....ben venga Hollande.
....per cui....ben venga Hollande.
giovedì, marzo 22, 2012
SP500 ipotesi elliottiana mensile...
Il primo target è rappresentato dall'area 1440 (massimo del ciclo attuale 1414...) dove dovrebbe incontrare le prime prese di beneficio. Il breakup di tale livello, upper band di bollinger, porterà nuovi acquirenti sul mercato per un ciclo, non dimentichiamo che quest'anno ci sono le elezioni USA...., che ha come target l'area 1640 (III=I).
Buona giornata...
Buona giornata...
mercoledì, febbraio 22, 2012
Chiusura posizione LONG su SPY ETF....
copia/incolla del commento al thread "E' partito l'impulso..."
22 2 2012 ore 11:15
Chiudiamo la posizione LONG su SPY in carico @ 116,56214 con un risultato lordo pari al +17,07% [29,26% annuo]........(136,47 prezzo di vendita).
Contestualmente apriamo una posizione su un PTF obbligazionario composto da BTP/PCT e SICAV a distribuzione (corporate, governativi...sia in euro che in altre valute) con un rendimento storico (calcolato su 10 anni) medio pari al 4,636% annuo.
In attesa di altre operazioni.....
mercoledì, gennaio 11, 2012
S&P500/2012...
I migliori gestori dei comparti azionari americani, traders e analisti interni convengono sugli estremi dell'indice americano dei 500 maggiori titoli per capitalizzazione che sono: 1330 e 1160.
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