mercoledì, luglio 25, 2007

Chiusura del GAP...


La chiusura del gap lasciato aperto a 40.794 ha permesso l'apertura di molte posizioni (più probabilmente sono solo coperture di short...) e nuovi minimi non dovrebbero esserci a meno che non si deteriori il sentiment di lungo periodo (improbabile)...


Il target di questo rimbalzo, che al momento appare solo tecnico, dovrebbe spingersi fino all'area 42.200/42.500 di indice (parte alta del canale discendente azzurro) e solo una diminuzione dell'indice VIX (volatilità) riporterà il sereno sul nostro mercato con target molto ambiziosi posizionati nella parte alta del canale tratteggiato in area 46.500/47.000 previsti per la fine di ottobre 2007...

4 commenti:

imho ha detto...

Ti ringrazio per l'esauriente e tempestiva risposta. Personalmente sono un pò più pessimista sul breve perchè mi sembra che questa discesa non abbia molta voglia di finire qui (a intuito vedo un altro 5 percento da fare all'ingiù). Non sono però un analista tecnico e non baso quindi la mia operatività su previsioni di questo tipo ( semmai ascolto con attenzione commenti di persone preparate come te). Amo studiare i fondamentali dei titoli e giornate come queste sono l'ideale per comperare: al momento mi tengo dentro di un 30% dei soldi destinati alla borsa. Opero sui mercati europei ed usa solo long e solo comperando singoli titoli. Se ti va, di tanto in tanto, di scambiare qualche parere sui fondamentali di qualsivoglia società fammi sapere a questo indirizzo come posso contattarti in privato: nicnet@libero.it

Saluti, Nicola

l'orsotoro® ha detto...

Ti risponderò appena posso, nel frattempo ti ringrazio per l'offerta di collaborazione e scambio di pareri....(sono poco preparato sui fondamentali)

Relativamente alla tua idea di prosecuzione del ribasso viceversa sono più scettico...parlando dell'S&PMiB abbiamo già stornato di un buon 10% e in un mercato toro ulteriori affondi (siamo già sotto la MM200!) genererebbero segnali ribassisti di medio periodo che deteriorerebbero il quadro obbligando molti operatori istituzionali ad aprire posizioni short.
Escluso alcune trimestrali negative provenienti dagli USA in generale il sentiment non è cambiato, il beige book di ieri sera ha confermato il rallentamento del settore immobiliare (non è una novità) e il proseguio dell'espansione dell'attività manufatturiera...
Leggeri timori inflattivi ce li portiamo dietro ormai da diversi mesi e il soft landing ormai è un dato di fatto...
La liquidità proveniente dai mercati asiatici continua ad arrivare e non sapendo dove si fermerà questa correzione ritengo che iniziare ad accumulare da questi valori incrementando ad ogni discesa del 2% possa dare interessanti frutti in autunno...
A presto.

imho ha detto...

Buondì,

operativamente sposo in pieno il tuo approccio (graduale rientro ad ogni discesa, infatti oggi ho comperato italcementi risparmio a 12,84 ad es.).
La mia sensazione di ulteriori, seppure non esagerate percentualmente, discese, derivava dalla debolezza del mercato di ieri che, visto il particolare periodo dell'anno, credo possa portarci ancora più giù nei prossimi giorni, magari dietro la spinta ribassista di un mercato USA ancora quasi ai massimi di tutti i tempi. Ma, come ripeto, sono solo sensazioni di un ignorante in AT. Personalmente anche io sono moderatamente ottimista sul quadro economico generale tantochè preferisco operare da cassettista (non ostinato però) mettendo in portafoglio dei titoli che ritengo intrinsecamente sottovalutati in momenti in cui sono ulteriormente depressi dall'andamento generale del mercato (come ora, per intenderci).
Credo inoltre che d'ora in poi un corretto stockpicking sia indispensabile perchè le valutazioni non sono più indiscriminatamente depresse come qualche anno fa. Quello che fa la differenza oggi (sempre, ma secondo me oggi è determinante) è la capacità di individuare titoli o ancora molto sottovalutati (e ce ne sono molto pochi) o con ottime prospettive di crescita in virtù dell'espansione economica asiatica (e ce ne sono molti di più). Sono infatti profondamente convinto che l'unica cosa positiva che il mercato ancora sconti in maniera molto parziale è l'ulteriore (immensa, della portata della rivoluzione industriale nell' 800 europeo) potenzialità di crescita che insiste in quella zona del mondo: le pepite d'oro azionarie per me vanno ricercate tenendo bene a mente questo concetto.

Saluti, Nicola

l'orsotoro® ha detto...

Concordo pienamente con te circa il boom dei mercati asiatici e a conferma di ciò ti allego un'analisi sul mercato indonesiano:
L’Indonesia sta entrando a far parte del gruppo di paesi
asiatici esposti ad un continuo aumento delle riserve estere e
della liquidità disponibile. Negli ultimi sei mesi l’Indonesia
ha registrato un incremento di 17 miliardi di dollari su base
annualizzata delle riserve in altre valute. In media, la Banca
d’Indonesia ha sterilizzato circa il 61% degli afflussi
dall’estero mediante emissioni obbligazionarie e la liquidità
disponibile è quindi passata da un minimo di 12,5 miliardi di
dollari (4,5% del Pil) in settembre 2005 a quota 40,3
miliardi (10,4% del Pil).
Il surplus delle partite correnti per il quarto trimestre fiscale
è stimato in crescita al livello record di 10,5 miliardi di
dollari a giugno 2007. La solida dinamica della bilancia dei
pagamenti è riconducibile alla robusta espansione delle
esportazioni non petrolifere. Su un saldo totale positivo di
8,1 miliardi di dollari nei primi sei mesi del 2007, solo circa
2 miliardi provengono dai flussi di capitale meno stabili
svincolati da investimenti diretti esteri.
Se la propensione al rischio globale dovesse mantenersi agli
attuali livelli, la liquidità disponibile dell’Indonesia potrebbe
toccare nuovi massimi e dal punto di vista macroeconomico
ciò consentirebbe alla banca centrale di tagliare
ulteriormente il costo del denaro di 25-50 punti base nei
prossimi sei mesi. A seguito di questi interventi espansivi,
l’autorità monetaria potrebbe essere progressivamente
costretta a consentire un lieve apprezzamento del tasso di
cambio. Un contesto di elevata liquidità disponibile
dovrebbe incoraggiare le banche a ridurre ulteriormente i
tassi sui prestiti, favorendo la ripresa della domanda interna
finanziata dal ricorso al credito.